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  EcoNews  
    n. 76 Settembre 2008
Reg. trib. Lucca N°838 del 16/06/2006
Dir. resp. Marco Vanelli
 
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In questo numero
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Ecogiridelmondo

L'avventura non è dominio esclusivo di uomini sprezzanti del pericolo e delle regole comuni. Di questi tempi c'è chi affronta l'avventura come testimonianza a favore del rispetto per la natura; avventura come modo ecosostenibile di affrontare avversità e pericoli. E' il caso di due giovani italiani che hanno deciso di mettere in pratica i propri sogni.
E' partito da Recco il 15 settembre scorso e non si sa bene quando farà ritorno nella natìa terra italica. E' l'ingengner Eddy Cattaneo, nato con il sogno di fare il giro del mondo e (finalmente) giunto al momento di partire. La sua filosofia, ben descritta nel blog Mondoviaterra è quella del "mondo visto dal basso": niente aerei, solo mezzi di trasporto terrestri e acquatici (treni, bus, cammelli, bananiere). Afferma Cattaneo: "Un volo intercontinentale produce almeno una tonnellata di anidride carbonica a passeggero per consentirci di arrivare comodi e veloci. E' un vantaggio, non si discute, ma in questo modo viene perso il senso del viaggio che è nel tragitto e non nella meta, il misurare sul proprio corpo la distanza percorsa.
Viaggiare con i piedi sempre attaccati alla terra riduce la velocità del paesaggio a misura d'uomo e consente di assorbire per osmosi volti, cibi, lingue, odori, musiche, strette di mano, stazioni radio, rumori e polvere con una continuità di tragitto che unisce terre emerse ed oceani come fossero parte di un'unica scia di briciole. Voglio attraversare il mondo, sporcarmi e bagnarmi e non passarci sopra dentro una lattina asettica. Non sono contrario agli aerei ma mi piacerebbe mostrare che anche oggi, nonostante la frenesia che ci circonda, è possibile una poesia del viaggio come lento peregrinare verso una meta che mai si raggiungerà, verso una fine che ritorna inizio".
In mare dal febbraio scorso invece Alex Bellini, che con la sua imbarcazione sta attraversando a remi l'Oceano Pacifico. Partito da Lima con destinazione Sydney, Bellini viaggia con la sola forza delle braccia e alimenta le dotazioni di bordo grazie ai pannelli fotovoltaici. Il traversatore solitario ha già compiuto a remi il tragitto da Genova a Fortaleza (Brasile) nel 2005 e sul suo diario di bordo è possibile apprezzare la scoperta quotidiana delle meraviglie del mare. Bellini si presenta con parole inequivocabili: "Ho 29 anni, molti dei quali passati a sognare, come molti del resto, di essere qualcun altro, in qualche altra parte del mondo, impegnato a vivere un'esistenza molto diversa da quella, a volte confusa e monotona, di un giovane".

[© grazie.it settembre 2008]

 

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